Diagnosi e Cura del Cheratocono

Come abbiamo visto qui, il cheratocono può portare ad un danno della visione anche grave. E’ una malattia a carattere familiare che colpisce persone giovani in piena attività lavorativa. Ha un’incidenza di una persona su 500. E’ importante quindi diagnosticarlo il più precocemente possibile e attuare delle terapie moderne che ne blocchino la sua evoluzione.

L’impatto sociale di questa malattia è notevole: i pazienti sono catapultati in un mondo nuovo fatto di: lenti a contatto, occhiali, terapie in parte empiriche e con la certezza di un sicuro peggioramento e lo spettro finale del trapianto di cornea.

Già nel 2010 una importante rivista scientifica internazionale “Cataract & Refractive Surgery Today” ha fatto il punto sullo stato dell’arte nel trattamento del cheratocono nel mondo realizzando uno inserto speciale:

Inserto di Cataract & Refractive Surgery Today 3.2.2010

Come si legge più avanti i 2 punti fondamentali messi in evidenza nel trattamento del cheratocono sono gli anelli instrastromali, il crosslinking corneale e la corneoplastica.

Diagnosi del Cheratocono

I disturbi della visione per il paziente dipendono dalla forma della superficie della cornea che diventa irregolare. E’ quindi fondamentale studiare la cornea: la superficie della cornea si valuta con degli esami specifici che sono la topografia corneale altitudinale e la pachimetria.

La Topografia corneale altitudinale valuta la forma e la qualità della superficie corneale (un computer fotografa la cornea ed elabora le immagini ottenute creando una mappa a colori che rappresenta le variazioni di pendenza e curvatura della superficie anteriore e soprattutto posteriore, sede di insorgenza della malattia.

Pachimetria corneale: esame che misura lo spessore della cornea in ogni suo punto. Può essere eseguita a contatto (mediante ultrasuoni) oppure con la topografia altitudinale, in modalità “no-contact” (senza toccare l’occhio).

Cura del Cheratocono

L’approccio più avanzato alla terapia del cheratocono si basa sulle moderne tecnologie terapeutiche che consentono di bloccare e stabilizzare la malattia evitando di giungere al trapianto di cornea.

1 – Protesi intracorneali – Keraring – Anelli intrastromali

keraring
Grazie all’utilizzo degli anelli è possibile “riportare indietro l’orologio” della propria cornea, stabilizzandola nel tempo.

Gli anelli intrastromali hanno la funzione di appiattire la cornea e quindi di far regredire lo stato dello sfiancamento corneale causato dal cheratocono.

2 – Cross linking corneale trans epiteliale semplice o con Iontoforesi

Il trattamento chimico-fisico denomiato cross linking corneale trans epiteliale semplice o mediante iontoforesi, produce il rinnovamento delle cellule corneali (cheratociti) che ricominciano a produrre del collagene sano.

L’effetto terapeutico si concretizza nell’aumento dello spessore corneale, nella riduzione dell’ectasia della faccia posteriore con decremento dell’elevazione posteriore.

Per approfondire il cross linking corneale visita questa pagina.

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3 – Corneoplastica

Corneoplastica è un termine coniato di recente che comprende un gruppo di tecniche biomeccaniche e chirurgiche. Esse migliorano l’anatomia corneale, rendendola più simile a quella fisiologica, in modo non invasivo ma piuttosto conservativo.

La Corneoplastica è il trattamento conservativo della cornea recentemente affinato le cui peculiarità sono: la bassa invasività ed il basso rischio, la non preclusione di qualsiasi altra procedura diagnostica o chirurgica e la rapidità di recupero per il paziente.

Guarda anche i video sul cheratocono relativi alle terapie medico chirrgico